L'Associazione Ciclismo in Rosa


Mission

Ciclismo in Rosa si impegna a promuovere il ciclismo femminile in tutti i suoi aspetti (sportivi, letterari, mediatici, solidali, culturali, ecc.) nel nome del puro agonismo olimpico, quello che ci fa crescere come persone.

Nome dell’associazione: Ciclismo in Rosa

Presidente: Caterina Barilà

Sede legale: Piazza della Repubblica 6, Varese (21100)

tel. 033-2232889, fax: 033-2238304

CF: 03084480122.

 dominio del sito: www.ciclismoinrosa.it

mail: ciclismoinrosa@gmail.com


 Il gruppo

Carlo Ottolina, fotografo (Monza)

Ambrogio Rizzi, giornalista (Pavia)

Sandra Piacentini, fotografa (Livorno)

Davide Ronconi, fotografo e videomaker (Lugano. Svizzera)

Fabio Pizzuto, fotografo (Berna, Svizzera)

Giuseppe Baiocco, fotografo e webmaster (Macerata)

Marco Marando, scrittore e fotografo (Livorno)

Giancarlo Monti, fotografo (Pavia)

Vivian Ghianni, giornalista web (Chieti)

Fiorenzi Acerbo, fotografo, Pavia


 


Ricominciamo da tre... un ben ritrovato a tutti gli amici di Ciclismo in Rosa


Alle volte si può raccontare la storia di un sito anche partendo dalle variazioni dell’estensione del suo dominio. Ė ciò che cercheremo di fare in modo scherzoso per parlarvi di noi senza annoiarvi. A proposito di noi, dell’Associazione Ciclismo in Rosa, siamo entrati nel mondo del web con il suffisso «.net» (2008), per tramutarci poi in «.com» (2016) e infine in «.it», giusto per dare un tocco d’italianità al sito cantore del ciclismo femminile (2023). In realtà, il primo Ciclismo in Rosa era un po' orientato verso un pubblico estero (specie francofono e americano) per cui si preferì un’estensione che non si caratterizzasse eccessivamente come “italica”; così scegliemmo un “suffisso” dalle risonanze più internazionali, vagamente riferito all’universo mondo di internet e quindi più culturalmente aperto ai nostri amici all’estero. Purtroppo, quel pizzico di internazionalità, si estinse con la morte del fondatore (Giacomo Montrasio) e il sito chiuse i battenti in quella triste occasione. Con Carlo Ottolina, però, coltivammo la voglia di rinascere e ciò ci portò a rivolgerci ad un provider olandese che ci mise a disposizione un sito semplice ma ben performante riguardo l’aspetto fotografico e video-grafico che risaltava la qualità dell’immagine fino ai limiti di uno schermo da 24’’. Questa proprietà e il suo sviluppo on-line ci portò a concepire l'idea che fotografare il ciclismo potesse essere considerato quasi un genere a sé, un po’ “ciclo-chic”, animato dall’animo gentile di fotografi un po’ romantici e démodé quali siamo noi: cominciammo così a parlare di “fotociclismo” per definire la caratura di ciò che del ciclismo femminile rappresentavamo in forma di immagini sui paginoni di ciclismoinrosa.com. Poi?  Poi, in questo ultimo semestre sono successe diverse altre cose, belle e brutte che qui non interesserebbero nessuno, ma che ci hanno riportato sulla via di casa, nel senso del provider (ora italiano) e del tipo di campi di gara da illustrare sulle nostre pagine (tendenzialmente orientato alla categoria open e alle società ASD nonché al paraciclismo). Anche in ricordo del caro amico Giacomo, ci siamo fatti forza pur di tornare a inseguire il nostro primo amore, al punto di riproporci con questo nuova veste (www.ciclismoinrosa.it) al nostro affezionato pubblico che nella precedente estensione (quella «.com») ci ha visitato un milione di volte! Cari amici, vi invitiamo a seguirci ancora in nome del ciclismo femminile e del suo fascinoso mondo: quello che vi promettiamo è di godere di un sito ove troverete un gran numero di foto in alta definizione (volendo visibili a tutto schermo) cui farà da contrappunto un concentrato di informazioni ridotte all’essenziale; seguendoci vi imbatterete anche in tutte quelle altre belle cose che appartengono al mondo del ciclismo e alla sua narrazione per immagini, coniugati in rosa anche nella versione paraolimpica.

                                                                                                                                                                                                                     La Redazione